Come distruggere l’agricoltura e gli alimenti “BIOLOGICI” che ingeriamo solo per gestire il guadagno economico dei grandi produttori.

Come distruggere l’agricoltura e gli alimenti “BIOLOGICI” che ingeriamo solo per gestire il guadagno economico dei grandi produttori.

L’irraggiamento degli alimenti è un processo molto diffuso di cui si parla poco ma che distrugge le qualità nutrizionali del cibo. Ecco cos’è, gli alimenti a rischio e perché è importante conoscere queste informazioni.

Molti degli alimenti che compriamo pensando che siano crudi, quindi con i loro nutrienti vivi, hanno invece subito un processo indicato eufemisticamente come “pastorizzazione a freddo”, ovvero l’irraggiamento degli alimenti con radiazioni ionizzanti.


Il biologico

Una banana biologica Fairtrade al “giusto punto di maturazione” e uno spicchio d’aglio fotografato in dicembre, quando avrebbe dovuto essere in piena fase di germogliamento. La parte centrale della banana sembra cotta e il germoglio dell’aglio è chiaramente morto. Il sapore della banana è poco gradevole, quasi di muffa. L’odore dell’aglio è decisamente ripugnante.  Dal Rapporto sui cibi irradiati dell’Istituto Superiore della Sanità: “Per quanto riguarda i caratteri organolettici, si manifestano variazioni di colore, odore, sapore e consistenza dovute essenzialmente alle trasformazioni indotte dalle radiazioni sui costituenti dell’alimento. I raggi gamma provocano reazioni di ossidazione e riduzione, polimerizzazioni con liberazione di acido solfidrico e formazione di vari solfuri organici, probabilmente derivati dal glutatione, responsabili di odori sgradevoli.”

Le radiazioni ionizzanti sono esplicitamente vietate dal regime biologico, quindi teoricamente acquistare biologico dovrebbe essere un modo per metterci al riparo da questa pratica. Tuttavia ci chiediamo se qualche produttore biologico adottasse questa pratica, quali controlli esistono per scoprirlo? Come abbiamo visto nella foto della banana, il rischio c’è anche nei prodotti bio.


Come vedremo di seguito in realtà l’indicazione sull’etichetta non compare quasi mai, e anche i prodotti biologici sono coinvolti. Il trattamento serve a distruggere i batteri e a ritardare il deperimento della frutta e della verdura e viene utilizzato principalmente in:

  • patate, cipolle, aglio per bloccarne la germinazione
  • alcuni frutti tropicali (es. ananas e banane) per ritardarne la maturazione
  • cereali, riso, alcuni frutti e alcune verdure per eliminare insetti ed altri parassiti
  • fragole per ritardarne la marcescenza
  • carne bovina, pollame, pesce per eliminarne i microrganismi patogeni

Inoltre, come vedremo, questa operazione è stata decisa dal Codex Alimentarius e permette l’irradiazione di più di 60 alimenti, incluse erbe aromatiche, piante medicinali e spezie.


L’irraggiamento danneggia la qualità del cibo

Gli alimenti che sono stati esposti alle radiazioni ionizzanti hanno nutrienti di seconda classe e la “freschezza contraffatta”. I grassi irradiati tendono a diventare rancidi. Anche a basse dosi, alcuni alimenti irradiati perdono il 20% di vitamine come il complesso C, E, K e B. Poiché l’irraggiamento rompe le pareti delle cellule alimentari, si verifica una perdita di vitamine durante lo stoccaggio maggiore fino all’80%. Ironia della sorte, l’irraggiamento sia crea radicali liberi dannosi sia distrugge le vitamine antiossidanti necessarie per combatterle.


Anche se l’eliminazione di pericolosi parassiti e patogeni viene indicata come un grande beneficio per il consumatore, lo scopo centrale – apertamente dichiarato – per produttori e distributori è quello diprolungare la vita commercialmente utile del prodotto (indicata in inglese come shelf life). Poi ci sono naturalmente gli interessi della opulenta industria nucleare che con questi trattamenti può invadere un altro appetitoso settore civile, oltre a quello delle centrali a fissione, delle attrezzature mediche per radioterapia e degli impianti di “sicurezza” negli aeroporti. E il business degli alimenti sembra essere grande, perché negli ultimi 10 anni sono nati nel mondo migliaia di nuovi impianti.

Nell’ambito della normativa europea, che consente l’irraggiamento di 60 prodotti alimentari, ci risulta che l’Italia abbia autorizzato soltanto il trattamento anti-germogliamento per agli, cipolle e patate, oltre alla sterilizzazione per erbe aromatiche, spezie e condimenti vegetali essiccati.

Non ci aspetteremmo quindi di trovare nei negozi e nei supermercati frutta o fagioli secchi irradiati. E invece, non solo ne troviamo in grande quantità, perfino nei negozi che vendono esclusivamente alimenti biologici, ma essi sono sistematicamente venduti senza la etichettatura prescritta per legge, e quindi senza che chi compra possa liberamente scegliere fra un prodotto vivo e uno irradiato. Ma non dobbiamo meravigliarci di trovare tanti alimenti irradiati dato che, anche ammettendo che i produttori italiani rispettino i limiti imposti sui prodotti nazionali, l’Italia importa ormai un’altissima percentuale di prodotti alimentari. E la cosa più allarmante è che questo fenomeno è andato crescendo fortemente negli ultimi anni, in maniera nettamente visibile nel caso della frutta importata, e in maniera meno visibile, ma facilmente riscontrabile, nel caso di legumi secchi importati.


http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1166&area=sicurezzaAlimentare&menu=vuoto

Fonte Servizio: Irraggiamento alimenti

 

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